
Andreoli Dino (13/10/1944): aveva la licenza elementare e di mestiere faceva il calzolaio. Partecipò alla fase culminante della battaglia di Monte Battaglia.
Bedonni Dino (03/03/1945): nome di battaglia "Pantera", nato da Arturo Natale e Clelia Bertoni il 17 febbraio 1925 a San Lazzaro di Savena. Nel 1943 residente a Bologna. Licenza elementare. Barbiere. Militò nel 1° battaglione Busi della 1a brigata Irma Bandiera Garibaldi ed operò a Bologna. Qui fu incarcerato dal 2 febbraio 1945 al 3 marzo 1945. Venne fucilato il 3 marzo 1945 a San Ruffillo.
Benassi Renato (21/04/1944): militò nella Brigata Pisacane nel bellunese dove morì a seguito di uno scontro a fuoco con i nazisti. Il suo corpo rimase per tre giorni esposto alla vista dei civili. È sepolto nel cimitero di Rivamonte (BL). Nel parco di piazza Piloni di Belluno il suo nome figura in una lapide con quelli di altri 16 partigiani bolognesi e 2 ravennati caduti nel Veneto.
Bertocchi Giuseppe (05/11/1944): a Antonio e Clementa Piana; nato il 14 marzo 1902 a San Lazzaro di Savena. Nel 1943 residente a Bologna. 3a elementare. Muratore. Militò nella 7 brigata GAP Gianni Garibaldi ed operò a Bologna. Venne fucilato a San Lazzaro di Savena il 5 novembre 1944.
Luciano Bracci (30/8/1944) faceva il meccanico e dopo essere rimasto ferito a seguito di uno scontro a fuoco con i nazisti, fu fatto prigioniero e rinchiuso a San Giovanni in Monte dove fu torturato ed ucciso.
Busi Mario (14/10/1944): militò nella 62a brigata Camicie rosse Garibaldi. Cadde il 14 ottobre 1944 a Lugo (RA)
Canova Alfredo (05/05/1945): faceva l’operaio e morì a Bologna per una malattia contratta nel corso della lotta di Liberazione.
Canova Elio (29/09/1944): conosciuto come "Cresta di gallo", aveva la licenza elementare ed era operaio. Partecipò alla battaglia di Monte Battaglia e fu ucciso dopo aver consegnato la posizione agli americani. Fratello di Alfredo Canova.
Cavicchioli Nello (04/02/1945): era meccanico. Operò nella 1a brigata Irma Bandiera Garibaldi con mansioni di caposquadra. Venne fucilato a Bologna il 4 febbraio 1945.
Cerè Armando (08/12/1944)
Cerè Walter (08/12/1944): militò nella 66a brigata Jacchia Garibaldi e venne fucilato a San Lazzaro di Savena l’8 dicembre 1944.
Cesari Paolo (19/07/1944): nome di battaglia "Paolino", nacque il 29 giugno 1924 a San Pietro in Casale e nel 1943 era residente a Bologna. Operò nella 62ma brigata Camicie rosse Garibaldi. Mentre si trovava a San Lazzaro di Savena, il 19 luglio 1944 veniva fermato da militi della polizia ferroviaria "perchè doveva rispondere del reato di renitenza alla leva e di azioni di ribellismo". Tentò di sfuggire all'arresto e i militi lo freddarono sul posto. Del fatto diede notizia "il Resto del Carlino" del 22 luglio 1944 sotto il titolo "Renitente alla leva ucciso mentre si dava alla fuga" nominandolo "Cesare Paolo".
Conti Mario (18/04/1944): tra i primi sanlazzaresi ad arruolarsi in una formazione partigiana. Aveva dei parenti friulani e si inserì in quella che sarebbe poi diventata la Brigata Natisone della divisione Garibaldi “Carnia”. Morì fucilato.
Cremonini Vittorio (15/08/1944): nome di battaglia "Orio". Meccanico. Militò nella 36a brigata Bianconcini Garibaldi e cadde il 15 agosto 1944 a Pizzocalvo.
Faccioli Mario (01/03/1945): nome di battaglia "Mago", da Serafino e Giuseppa Maserati; nato l'8 settembre 1914 a San Lazzaro di Savena. Nel 1943 residente a Bologna. Imbianchino. Militò nel battaglione Busi della 1ma brigata Irma Bandiera Garibaldi. Venne addetto al rifornimento di armi e munizioni per i sappisti. Arrestato il 5 febbraio 1945, fu incarcerato nella facoltà di ingegneria. Torturato, "cedendo alla paura di essere ucciso", rivelò il luogo dove avrebbe dovuto incontrarsi con la staffetta per la consegna di un quantitativo di tritolo. La confessione portò all'arresto di Dino Sasdelli. Nonostante questo suo cedimento che confessò a Sasdelli durante la detenzione, comprensibile in un giovane "che non aveva esperienza per cui era difficile sottostare alle pesanti torture", venne ucciso dalle brigate nere a San Ruffillo presumibilmente l'1 marzo 1945. Il suo corpo venne rinvenuto il 5 maggio 1945.
Fantini Walter (29/12/1945): nato il 7 ottobre 1920 a Bologna e ivi residente nel 1943. Licenza elementare. Operaio. Militò nella brigata Stella rossa Lupo e operò a Monte Sole.

Galeotti Bruno (18/11/1944): aveva la licenza elementare ed era elettromeccanico. Militò nella 7ma brigata GAP Gianni Garibaldi e operò a Bologna. Arrestato il 6 ottobre 1944 nella sua abitazione a San Lazzaro di Savena dalle SS tedesche, venne fucilato al poligono di tiro (Bologna) il 18 novembre 1944.
Gennelli Loris (14/08/1944): aveva la icenza elementare. Manovale ferroviere. Nel giugno 1944 entrò in contatto con il movimento partigiano operante a Rastignano (Pianoro). In attesa di essere trasferito in zona operativa, con altri quattro patrioti si nascose a Monte Calvo (San Lazzaro di Savena). La notte del 14 agosto 1944 fu prelevato dalle brigate nere, venne fucilato a Pizzocalvo (San Lazzaro di Savena) il 15 agosto 1944.
Jussi Carlo (05/07/1944): studente universitario. Fu catturato a seguito di un’azione compiuta a Bologna nei pressi di via Solferino, nella quale rimase ferito. Protesse la fuga di tre compagni Gappisti con il fuoco del suo mitra, fino all'esaurimento delle munizioni. Fu fucilato in Piazza del Nettuno, dopo che 15 giorni di torture non riuscirono ad estorcergli alcuna rivelazione. Medaglia d’oro al valor militare.
Lolli Amedeo (26/10/1944): militò nella 36a brigata Bianconcini Garibaldi. Cadde in combattimento a Ca' di Malanca (Brisighella - RA).
Mezzetti Ildebrando (20/09/1944): nacque il 12 ottobre 1879 a San Giovanni in Persiceto. Nel 1943 era residente a Casalfiumanese. Ordinato sacerdote, esercitò il suo ministero prima a Piumazzo (Castelfranco Emilia - BO) poi a Malalbergo come cappellano. Successivamente venne nominato parroco di Colunga (San Lazzaro di Savena). Trasferito come parroco a San Martino in Pedriolo (Casalfiumanese), collaborò con il movimento resistenziale della zona. Ospitò nella sua canonica una pattuglia di paracadutisti inglesi in possesso di una radio trasmittente. Nel luglio 1944 una pattuglia delle SS tedesche, guidata da una spia, circondò la canonica e la perquisì per trovare la radio. La chiesa e la canonica vennero depredate di tutti gli arredi di valore anche quelli sacri. Accusato di aver ospitato paracadutisti inglesi, don Ildebrando non negò. Arrestato e tradotto a Bologna, fu sottoposto ad atroci torture. Venne fucilato al poligono di tiro di Bologna il 20 settembre 1944 insieme con altre 11 persone a cui impartì l'assoluzione prima della fucilazione.
Minarini Guido (03/07/1944): prestò servizio militare nei carabinieri a Trieste dal 1940 all'8 settembre 1943. Militò nella la brigata Irma Bandiera Garibaldi e operò a San Lazzaro di Savena. Il 3 luglio 1944 fu catturato dai tedeschi e fucilato in località Pizzocalvo con altre 7 persone.
Morini Augusto (15/08/1944): muratore. Prestò servizio militare nel genio a Belluno e Napoli dall'1 febbraio 1942 all'8 settembre 1943. Militò nella 63a brigata Bolero Garibaldi e operò a Idice. Catturato dai fascisti a Pianoro, venne fucilato a Idice il 15 agosto 1944.
Nannetti Luigi (03/07/1944): nato il 30 settembre 1907 a Loiano da Celso e Rosa Volta. Nel 1943 residente a Bologna, sfollato provvisoriamente a S. Lazzaro di Savena. Licenza elementare. Impiegato. Il 3 luglio 1944 venne rastrellato dai tedeschi, perchè accusato di collaborare con i partigiani, e fucilato in località Pizzocalvo con altre sette persone.
Orlandi Amedeo (23/09/1943): combatté contro i tedeschi a Cefalonia con i reparti che non vollero arrendersi dopo l’8 settembre. Catturato, fu imbarcato per essere deportato ma morì durante la navigazione.
Pasquali Elio (22/06/1944): militò nella 4a brigata Venturoli Garibaldi. La notte fra il 13 e il 14 giugno 1944, durante un'azione partigiana tesa al recupero di armi contro i fascisti di guardia sul ponte della ferrovia sul fiume Idice, rimase ferito gravemente. Trasportato all’ospedale Sant' Orsola di Bologna vi morì il 22 giugno 1944. Notizia del ferimento fu data da "il Resto del Carlino" il 16 giugno 1944. Un battaglione della 4 brigata Venturoli Garibaldi venne intitolato al, suo nome.
Rocca Mario (15/08/1944): aveva la licenza elementare ed era Operaio meccanico. Militò nella 62a brigata Camicie rosse Garibaldi e operò sull’Appennino tosco-emiliano. Catturato dai fascisti il 14 agosto 1944 a Rio di Fabbiano (Pianoro), fu portato a Pizzocalvo e fucilato il 15 agosto 1944. Il suo nome è stato dato ad una scuola dell’infanzia di Bologna.
Romagnoli Francesco (23/09/1943): nato il 10 ottobre 1923 a San Lazzaro di Savena e ivi residente nel 1943. Licenza elementare. Meccanico. Prestò servizio militare in Grecia. Prese parte ai combattimenti contro i tedeschi a Cefalonia. Militò nella divisione Acqui. Disperso dal 23 settembre 1943.

Sassi Aldo (31/03/1945): nato il 27 sttembre 1899 a San Lazzaro di Savena. Nel 1943 residente a Bologna. Impiegato nella ditta Ansaloni. Dopo avere prestato servizio militare nel genio, durante la guerra del '15-'18, benchè riformato, fu impiegato come sminatore in zona di operazioni. Dopo la smobilitazione, dal 1920, divenne lettore dell'Avanti! e antifascista. Nel corso della lotta di liberazione divenne tesoriere del CUMER. Nell'autunno del 1944 venne arrestato dalle SS. Dapprima internato nel campo di concentramento di Fossoli (Carpi - MO), fu poi trasferito a Dusseldorf (Germania) in un campo di lavoro e, quindi, portato sul fronte nord-occidentale in Lussemburgo. Si ammalò e fu trasferito a Monaco. Da qui fuggì verso l'Italia e, dopo diverse peripezie, raggiunta Verona, il 31 marzo 1945, morì per le sofferenze subite.
Savini Europeo (19/08/1944): nato l'1 novembre 1915 a Mordano; ivi residente nel 1943. Licenza elementare. Militò nel battaglione Pianura della brigata SAP Imola e operò nell’Imolese. Il 19 agosto 1944 fu catturato dai fascisti nei pressi di casa Volta sulla via Selice e trovato in possesso di un volantino antifascista. Fu trasferito prima nel carcere di Imola e poi a San Lazzaro di Savena. E' disperso da quella data. Forse fu ucciso a Ponte del mulino Volta di Bubano (Mordano).
Tarozzi Bruno (13/10/1944): nome di battaglia "Spinglì". Prestò servizio militare negli alpini a Gorizia dal 2 gennaio 1941 all' 8 settembre 1943. Militò nella 36a brigata Bianconcini Garibaldi con funzione di ispettore di compagnia e operò nell'Appennino tosco-emiliano. Il 13 ottobre 1944, subito dopo il combattimento di Cà di Malanca a Santa Maria di Purocielo (Brisighella - RA), stava conversando con i compagni di lotta, per ricostruire le fasi del durissimo scontro - conclusosi con la fuga del nemico - quando venne ucciso da una pallottola vagante.
Torreggiani Renato (11/10/1944): prestò servizio militare negli autieri a Trieste dal 1940 all'8 settembre 1943. Militò nel battaglione Ettore della 36 brigata Bianconcini Garibaldi, con funzione di ispettore organizzativo di compagnia, e operò sull’Appennino tosco-emiliano. Cadde l’11 ottobre 1944, nel corso della battaglia di Purocielo, a Cà di Malanca in località Piani di Sopra (Brisighella - RA), mentre con la sua compagnia proteggeva il ripiegamento di un battaglione che aveva subito gravi perdite.
Zaniboni Enrico (26/09/1944): disegnatore meccanico. Militò nella 7 brigata GAP Gianni Garibaldi, con funzione di comandante di compagnia. Cadde in combattimento a Budrio il 26 settembre 1944.
Zucchi Antonio (07/11/1944): militò nel distaccamento medicinese della 7 brigata GAP Gianni Garibaldi e operò tra San Lazzaro di Savena e Castenaso con funzione di vice comandante di compagnia. Nell'autunno 1944 il suo distaccamento si trasferì a Bologna e si acquartierò tra le rovine dell'ex macello comunale in via Azzo Gardino, in previsione di quella che si riteneva l'imminente insurrezione. Il 7 novembre 1944 prese parte alla battaglia di porta Lame, quando fascisti e tedeschi attaccarono la base partigiana. Cadde nello scontro.
Ernesto Fini (13/02/1906 - 03/07/1944)
Ermenegildo Giardini (14/03/1911 - 03/07/1944)
Vittorio Giardini (23/01/1917 - 03/07/1944)
Nerino Lolli (28/11/1919 - 03/07/1944)
Antonio Marzaduri (15/09/1919 - 03/07/1944)
Augusto Marzaduri (08/5/01914 - 03/07/1944)
Guido Minarini (22/12/1919 - 03/07/1944)
Luigi Nanetti (30/09/1907 - 03/07/1944)
Sono i Martiri di Pizzocalvo che il 3 luglio del 1944 furono prelevati dalle loro case e dal loro lavoro, portati via dai nazisti e uccisi in un luogo non distante. Sui motivi di questa che non sembra essere stata né una retata né una rappresaglia, si sta ancora studiando, anche se è ormai confermata la partecipazione attiva di locali elementi fascisti.