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Paolo Fresu fa il tutto esaurito in Mediateca

ultima modifica 03/01/2019 12:52
Il trombettista sardo incanta il pubblico con le parole di Sergio Atzeni Si conclude in bellezza la prima parte della rassegna “Indovina chi viene in Mediateca”
San Lazzaro di Savena 18/01/2018

 

Si è concluso con un grandissimo successo di pubblico il primo atto di “Indovina chi viene in mediateca”, rassegna che ha visto i protagonisti del mondo della musica, dell’arte, del giornalismo e della ricerca raccontare i loro libri preferiti, svelando impressioni ed emozioni e il modo in cui hanno influenzato la loro esperienza artistica e professionale.


Dopo il giornalista Emilio Marrese e il geografo Franco Farinelli, ieri sera sul palco della Mediateca, intervistato dal sindaco di San Lazzaro Isabella Conti, c’era il celebre trombettista Paolo Fresu, accolto con calore dai tantissimi cittadini intervenuti per l’occasione.


Il musicista ha raccontato ai presenti “Passavamo sulla terra leggeri” di Sergio Atzeni, libro che acquistò proprio durante il suo soggiorno a Bologna nel 1996. Fresu ha ricordato il suo incontro mai avvenuto con lo scrittore, con cui però intratteneva un rapporto quasi epistolare grazie a un amico comune. Attraverso le parole di Atzeni, scomparso in mare nel 1995, Fresu ha portato i presenti in un viaggio nella sua terra e nella sua infanzia, nella poesia e nella cultura sarda, tracciando una rotta che dall’isola passa per Bologna perdendosi nel mondo, un percorso che nasce nelle radici popolari della poesia improvvisata ma che attraverso le parole di Atzeni si fa letteratura, suono e musica.


“Atzeni è stato per me l’incontro con la poesia del suono – ha raccontato Fresu durante la serata -. È riuscito a racchiudere 4 secoli di storia e cultura sarda in mezza pagina, ma lo ha fatto usando parole e suoni nuovi, che mi hanno segnato profondamente, come sardo e come musicista. Non è un caso se proprio le parole di Atzeni hanno ispirato così tanti artisti. Io stesso, assieme a Lella Costa, ho avuto il piacere di tradurle in musica, portandole con me e facendole risuonare ovunque, dai nuraghi alle Dolomiti”. Non sono mancati momenti amarcord, tra gli aneddoti di infanzia del trombettista, all’epoca ancora in erba tra i pascoli sardi, e il suo arrivo a Bologna, “città di approdi, così cosmopolita ma a misura d’uomo”, dove tutt’ora risiede.


Dalla concretezza dei ricordi ai temi solo apparentemente più lontani e immateriali, come la felicità: l’incontro di ieri sera ha toccato i cuori di tutti. Perché “è questo il grande valore e il potere della letteratura – ha aggiunto il sindaco durante l’intervista -. Attraverso la lettura possiamo tornare davvero in contatto con noi stessi, con la natura, con la felicità che è insita dentro di noi e che troppo spesso dimentichiamo, soffocata dalle preoccupazioni del quotidiano”.

Si conclude così la prima parte della rassegna “Indovina chi viene in Mediateca”, che tornerà per un secondo atto pieno di sorprese, arte e letteratura.

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