Social market

ultima modifica 26/07/2016 11:14

Art. 3 Principi generali

Comma 1: La collaborazione tra cittadini e amministrazione si ispira ai seguenti valori e principi generali:

b) Promozione e sviluppo dei beni relazionali: il Comune e i cittadini riconoscono e valorizzano i legami di socialità che si esprimono nella cura condivisa e responsabile dei beni comuni;

c) Non discriminazione: la collaborazione nei confronti del Comune è aperta a tutti, senza discriminazione alcuna, tale principio informa ogni attività svolta ai sensi della presente carta e deve essere rispettato da tutti i soggetti che partecipano ad ogni tipo di iniziativa;

d) Fiducia reciproca e leale collaborazione: ferme restando le prerogative pubbliche in materia di vigilanza, programmazione e verifica, l’Amministrazione e i cittadini improntano i loro rapporti alla fiducia e leale collaborazione reciproca e presuppongono che la rispettiva volontà di collaborazione sia orientata al perseguimento di finalità di interesse generale.

f) Responsabilità: l’amministrazione valorizza la responsabilità, propria e dei cittadini, quale elemento centrale nella relazione con i cittadini stessi, nonché quale presupposto necessario affinché la collaborazione risulti effettivamente orientata alla produzione di risultati utili e misurabili.

g) Inclusività e apertura: gli interventi di cura e rigenerazione dei beni comuni devono essere organizzati in modo da consentire che anche altri cittadini interessati possano aggregarsi alle attività.

m) Informalità: l’amministrazione richiede che la relazione con i cittadini avvenga nel rispetto di specifiche formalità solo quando ciò è previsto dalla legge. Nei restanti casi assicura flessibilità e semplicità nella relazione, purché sia possibile garantire il rispetto dell'etica pubblica, così come declinata dal codice di comportamento dei dipendenti pubblici e dei principi di imparzialità, buon andamento e trasparenza.

n) Autonomia civica: l’Amministrazione riconosce l’autonoma iniziativa dei cittadini e predispone le misure necessarie a garantirne l’esercizio effettivo da parte dei cittadini)

 

Gli empori solidali rappresentano, negli ultimi anni, una risposta importante alle nuove e vecchie povertà.
Sono in realtà molto più di questo: consentono di intercettare povertà che non sempre sono conosciute ai servizi, permettono il rafforzamento di una rete del volontariato che accoglie una nuova sfida e si apre a nuove forme di welfare comunitario, consentono un controllo maggiore dell’utenza beneficiata dalla fornitura di beni alimentari e buoni pasto e allo stesso tempo, gravando sulla fornitura di beni da parte di privati, comportano un alleggerimento delle spese sociali erogate dal Comune d apoter reinvestire in nuove progettazioni a sostegno delle fragilità.

È certamente una sfida che richiede sforzi consistenti, luoghi adatti, una rete di volontari crescente e una serie di misure accessorie (servizi di consulenza e orientamento) che possano rendere sostenibile il modello e spostare sul vincente intreccio pubblico-privato-terzo settore la soluzione a sfide che non accenneranno ad arrestarsi.

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